Dormite abbastanza? |
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DORMIRE
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La produzione dell’ormone della crescita raggiunge il massimo livello durante il sonno |
Invecchiando le abitudini relative al sonno cambiano. Un neonato dorme complessivamente 18 ore al giorno per periodi brevi e frequenti. Secondo alcuni specialisti del sonno, sembra che alcuni adulti abbiano bisogno di dormire solo tre ore al giorno, altri invece devono dormire anche dieci ore.
Una ricerca recente ha dimostrato che i mutamenti del nostro orologio biologico spiegano anche perché certi adolescenti fanno fatica ad alzarsi la mattina. Sembra che durante la pubertà l’orologio biologico sia spostato in avanti, per cui i ragazzi vogliono andare a dormire più tardi e svegliarsi più tardi. Questo ritardo del sonno è comune e tende a scomparire tra i 15 e i 18 anni.
Il nostro orologio biologico è regolato da sostanze chimiche, molte delle quali sono già state identificate. Una è la melatonina, ormone che si ritiene causi la sonnolenza. La melatonina è prodotta nel cervello e secondo alcuni scienziati provocherebbe il rallentamento del metabolismo che avviene prima di addormentarsi. Con la secrezione della melatonina, la temperatura corporea e il flusso di sangue al cervello diminuiscono e i muscoli un po’ alla volta si afflosciano. Cosa accade poi quando si scende nel mondo misterioso del sonno?
Circa due ore dopo che ci addormentiamo, gli occhi iniziano a muoversi rapidamente avanti e indietro. Osservando questo fenomeno, gli scienziati distinguono due tipi fondamentali di sonno: il sonno REM (dall’inglese rapid-eye-movement, movimenti oculari rapidi) e sonno non-REM (non rapid-eye-movement). Il sonno non-REM si può suddividere in quattro fasi o stadi di sonno progressivamente più profondo. Durante una buona notte di sonno diverse fasi di sonno REM si alternano con fasi di sonno non-REM.
Le fasi del sonno |
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Fasi del sonno |
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Ore di sonno |
Grafico semplificato |
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La maggior parte dei sogni avviene durante il sonno REM. Anche i muscoli si rilassano completamente, cosa che permette di svegliarsi sentendosi fisicamente ristorati. Inoltre secondo alcuni ricercatori durante questa fase del sonno le informazioni appena acquisite si fissano nella memoria a lungo termine.
Durante il sonno profondo (sonno non-REM fasi 3 e 4), la pressione del sangue e il battito cardiaco raggiungono livelli più bassi, permettendo al sistema circolatorio di riposare e contribuendo a prevenire le malattie cardiovascolari. Inoltre durante il sonno non-REM la produzione dell’ormone della crescita raggiunge il massimo livello, e in alcuni adolescenti di notte è 50 volte maggiore che di giorno.
Il sonno sembra influisca anche sull’appetito. Gli scienziati hanno scoperto che in realtà il sonno, per citare Shakespeare, è il “primo nutrimento nel banchetto della vita”.* Per il cervello la mancanza di sonno equivale alla mancanza di cibo. Mentre dormiamo, il nostro organismo secerne leptina, l’ormone che normalmente avverte che abbiamo mangiato abbastanza. Quando restiamo svegli più a lungo del dovuto, il nostro organismo produce meno leptina e proviamo il desiderio di assumere più carboidrati. Quindi la mancanza di sonno può far aumentare il consumo di carboidrati, che a sua volta può portare all’obesità.
Un sonnellino pomeridianoDopo pranzo avete mai provato una sonnolenza incontrollabile? Questo non è necessariamente un segno di mancanza di sonno. È normale avere sonno nel primo pomeriggio a motivo del naturale calo della temperatura corporea. Inoltre gli scienziati hanno scoperto recentemente una proteina chiamata ipocretina, o orexina, che è prodotta nel cervello e aiuta a stare svegli. Che relazione c’è fra l’ipocretina e l’alimentazione? Quando mangiamo, l’organismo produce la leptina che ci dà la sensazione di essere sazi. La leptina, però, inibisce la produzione di ipocretina. In altre parole, più leptina è presente nel cervello, meno ipocretina c’è e maggiore è la sensazione di sonnolenza. Forse per questo in alcuni paesi si fa la siesta, una breve interruzione della giornata lavorativa che permette di fare un sonnellino dopo pranzo. |
Dormire abbastanza è essenziale per avere mente e corpo sani
Ma questo non è tutto. Il sonno aiuta il nostro organismo a metabolizzare i radicali liberi, le molecole che si ritiene influiscano sull’invecchiamento delle cellule e persino provochino il cancro. In un recente studio compiuto dall’Università di Chicago, a 11 giovani pieni di salute sono state concesse per sei giorni solo quattro ore di sonno al giorno. Alla fine di questo periodo le cellule del loro corpo si comportavano come quelle di sessantenni, e il loro livello di insulina era paragonabile a quello di un diabetico. La mancanza di sonno influisce anche sulla produzione di globuli bianchi e di cortisolo, rendendo più soggetti a infezioni e a disturbi circolatori.
Senza dubbio il sonno è essenziale per avere mente e corpo sani. Secondo William Dement, fondatore del primo centro di ricerca sul sonno presso la Stanford University (USA), “il sonno sembra essere il più importante indicatore di quanto a lungo vivrete”. Deborah Suchecki, ricercatrice presso un centro di ricerca sul sonno di San Paolo, in Brasile, osserva: “Se la gente sapesse cosa avviene in un organismo privato del sonno, ci penserebbe due volte prima di concludere che il sonno è una perdita di tempo o che è solo per i pigri”.
Ma il sonno è sempre ristoratore? Perché alcuni dormono tutta la notte eppure non si sentono riposati? Il prossimo articolo aiuterà a riconoscere alcuni dei principali problemi del sonno e spiegherà come avere un sonno di qualità.
* Macbeth, trad. a cura di A. Lombardo, Feltrinelli, Milano, 1997, atto II, scena II, p. 59.
| Pubblicato in Svegliatevi! del 22 marzo 2003 |