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“Gli anni della nostra vita sono settanta, ottanta per i più robusti, . . . passano presto e noi ci dileguiamo”. — SALMO 90:10, CEI (ed. 1998).
IMMAGINATE come sarebbe essere sempre nel fiore degli anni. Immaginate di avere una salute di ferro e una mente perennemente lucida. Una prospettiva così invitante vi sembra solo un’illusione? Allora pensate a questo fatto bizzarro: Alcune specie di pappagalli possono vivere anche un centinaio d’anni, mentre i topi di rado superano i tre anni di vita. Questa notevole differenza ha portato alcuni biologi a concludere che l’invecchiamento deve avere una causa, e che se c’è una causa c’è probabilmente anche una soluzione.
Alcuni pappagalli possono vivere un centinaio d’anni, mentre l’uomo un’ottantina. I ricercatori si interrogano su cosa causi l’invecchiamento
La ricerca di una soluzione efficace contro l’invecchiamento ha indotto diverse case farmaceutiche a investire in questo campo. Inoltre trovare un modo per rallentare l’invecchiamento è un problema che coinvolge in prima persona quelli nati dopo la seconda guerra mondiale e ora sulla sessantina.
Lo studio del processo d’invecchiamento è diventato anche una priorità per molti ricercatori nel campo della genetica, della biologia molecolare, della zoologia e della gerontologia. Il libro Perché invecchiamo, di Steven Austad, dice: “Quando i gerontologi si incontrano, nell’aria si avverte una sottile ma palpabile elettricità. Siamo ormai vicini a comprendere i processi fondamentali dell’invecchiamento”.*
Vengono formulate molte teorie per spiegare l’invecchiamento. Una di esse sostiene che la causa è l’usura; mentre secondo un’altra l’invecchiamento sarebbe programmato. Alcuni ritengono che ci sia del vero in entrambe le teorie. Quanto si sa del processo di invecchiamento? C’è motivo di credere che esista un modo efficace per contrastarlo?
* Trad. di E. Dal Pra, McGraw-Hill, Milano, 1998, p. X.
Pubblicato in Svegliatevi! di maggio 2006 |